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Ristorazione: la ripartenza

Ristorazione: la ripartenza. Le regole della ristorazione per adeguarsi alle nuove esigenze.

Ristorazione: la ripartenza

Finalmente abbiamo gioito dell’agognata ripartenza di tutti i settori. In particolare di quello della ristorazione, uno dei più penalizzati dalla pandemia.

Ora l’immagine dei vicoli di nuovo vivi, delle città che risorgono e, insieme a loro, ristoranti, pub, trattorie, è confortante e mette allegria. Non dobbiamo più gridare allo scandalo perché, finalmente, nei limiti delle regole ancora in vigore, è lecito riunirsi.

Anzi, quella di vedere compagnie di amici o famiglie che si ritrovano fuori, è un’immagine che appaga il bisogno di socialità insito in ognuno di noi. Il desiderio di stabilire nuovamente relazioni in presenza e, perché no, di festeggiare.🙂

Bene, quindi ora, come sempre dopo una “guerra”, si passa alla liberazione e dopo un anno di paura l’entusiasmo è più che comprensibile.

Ristorazione: la ripartenza. La nuova normalità

Ora è il momento di ripartire e di tornare alla normalità, una nuova normalità.

Leader nella fornitura di dati, analisi retail e consumi, The NPD Group ha pubblicato una ricerca sulle tendenze dei clienti nell’ambito della ristorazione per l’anno 2021.

Ne risultano cinque tendenze fondamentali che delineeranno delle trasformazioni nei comportamenti dei consumatori presso i ristoranti.

In questo articolo desideriamo condividere con te dati e previsioni.

Ristorazione: la ripartenza. La prospettiva si trasforma

In prima linea si affaccia un cambiamento del “panorama” nell’ambito dello smart working. In che senso?

Sembra che la tendenza pre-covid di concentrarsi nei centri urbani stia per subire un notevole mutamento per trasformarsi in un vero e proprio smart lifestyle.

Quello dello smart working sta diventando, cioè, uno stile di vita che va molto oltre il lavoro in sé. Le persone tendono sempre di più a spostarsi fuori città non solo per il week-end, ma per lavorare e viverci.

Che cosa comporta questo nell’ambito della ristorazione? Bar e ristoranti, in particolare quelli dei centri urbani, dovranno ripensare a rinnovati stili, menù ed orari.

Ad esempio, dalla nuova ricerca, sembra che il fulcro dell’attività di ristorazione dovrà spostarsi dal pranzo alla cena. Il delivery, richiesto per il pranzo, darà una possibilità di un brunch veloce a chi lavora da casa.

Ristorazione: la ripartenza. Cambia il programma

Cambiano le prospettive per tutti i ristoratori che rimanevano chiusi durante il weekend che troveranno clienti nei vicini. Il pranzo, trasformato in brunch durante la settimana, e le cene durante il weekend porteranno un incasso che potrebbe colmare il mancato guadagno dei pranzi.

Una svolta è prevista anche per i cosiddetti “bar da ufficio” che potrebbero essere convertiti, e molti già lo sono, in coffeè office per lavorare fuori casa con spazi condivisi per il co-working. Fondamentale una buona connessione e tante prese. In Italia c’è ancora tanto da fare in questo senso, mentre all’estero luoghi come i coffeè office sono una realtà diffusa già da molto tempo.

Sempre lungo questa linea si trovano i food court dei centri commerciali che, centrando il proprio core su qualità e varietà, si trasformeranno in luoghi di delizie da gustare.

E il delivery?

Il delivery, come anticipato rimarrà fondamentale. Certo la richiesta si abbasserà, ma le persone, in questo anno difficile, hanno trovato nel delivery una vera alternativa ai ristoranti inaccessibili o al solito pasto casalingo. L’esito è stato per molti estremamente positivo. Difficile rinunciarvi ora!

La cucina del ristorante potrebbe essere attiva, durante il giorno, ma solo per offerta di colazioni e pranzi a domicilio.

Su questa linea sembra che sia in ascesa il fenomeno delle ghost kitchen per non rallentare il processo nelle cucine dei ristoranti. Con l’aiuto di menù più snelli per la consegna a casa e di menù più ricchi per chi siede ai tavoli del ristorante, sembra si possa trovare il giusto e più praticabile compromesso.

Curare l’empatia: la nuova formula

Le persone, ora più che mai, hanno bisogno di essere rassicurate. E’ necessario un passaggio graduale dalla propria casa che ci ha protetto durante questo anno, all’esterno.

Perché questo passaggio non sia troppo brusco è fondamentale trovare luoghi conosciuti che riescano ad accogliere i clienti, a capirli. Insomma a creare quell’empatia di cui tutti noi abbiamo bisogno. La ristorazione è accudimento, accoglienza, appagamento, significa gustare in compagnia il bello della vita.

E’ chiaro che deve svolgersi in ambienti “familiari”. Solo così il desiderio di socializzare troverà riscontro nell’accoglienza anche fuoricasa. Sempre molto consigliati anche gli strumenti di fidelizzazione tradizionali, dalla carta alle promozioni di nuovi servizi adatti agli stili di vita della “nuova normalità”.

I ristoranti si vestono di verde

Altro aspetto sempre più importante sarà l’attenzione all’ambiente. L’atteggiamento green sta diventando ormai una tendenza globale che abbraccia tutti i settori. Non poteva non sentirsene attivamente coinvolta anche la ristorazione.

E’ il momento di vestire di verde i ristoranti partendo dalla logistica del delivery – magari con mezzi ecologici – fino al packaging. Su questo si può fare ancora molto, sia per i materiali utilizzati, sia dedicandosi all’educazione del cliente.

Sì, anche il cliente deve essere in-formato. E allora greenlight all’opuscolo esplicativo su come riciclare in modo sostenibile ciò che rimane della cena. Ma anche su come evitare di sprecare, conservando ciò che non si è consumato.

Questo tipo di comunicazione si rivelerà vincente dal punto di vista della sostenibilità ambientale e contribuirà a creare empatia con i clienti.

Ristorazione e digitalizzazione: un’opportunità per ricominciare

Poi c’è il delicato discorso dei dati. Partendo dai pagamenti digitali, ormai insostituibili, arrivando all’utilizzo dei dati, la digitalizzazione permette al settore della ristorazione di accumulare dati che possono procurare indicazioni importanti per offrire servizi e menù cuciti su misura sulle esigenze dei clienti. Un vantaggio competitivo importante per chi saprà “leggere” e gestire questi dati in modo corretto

Certo, su questo aspetto si è detto molto e come sempre, questo tipo di fenomeni possono rappresentare un rischio per la privacy, ma anche una grande opportunità di crescita.

Crescita di cui, senza dubbio, il settore della ristorazione ha più che mai bisogno per ritornare ad una “diversa normalità”.

Arca Grandi Impianti è a disposizione per la ripresa della tua attività!😉


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