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La cucina nei film: “Ratatouille”

La cucina nei film. “Ratatouille”, il film sul topo buongustaio che custodisce il segreto del gusto e…della vita.

La cucina nei film…Ratatouille, tra gusto, sogni e coraggio

Per la nostra rubrica “La cucina nei film”, vogliamo parlarti di “Ratatoille“, il film di Brad Bird che ha ottenuto il premio Oscar, nonché l’Academy Film Award per il miglior film di animazione.

Cuochi di tutto il mondo, professionisti o meno, guardate questo film e imparerete qualcosa di molto importante!

In questo film d’animazione si racconta di un piccolo topo parigino che ha un sogno: diventare un grande cuoco. Ma si sa…topi e cucina non possono convivere.😊 Sembrerebbe dunque un sogno impossibile, ma…

La cucina nei film. Il fascino della cucina tra cuochi, pentole e…topi!

Il topolino in questione si chiama Remy ed è molto diverso dagli altri topi. Infatti non solo ama mangiare come tutti, ma ha una vera e propria passione per l’arte culinaria.

Passione che, ben presto, si traduce in una vera e propria vocazione. Appena il topino riuscirà, dopo alterne vicende, ad entrare in una cucina professionale, avrà finalmente l’occasione di mostrare insoliti e inimmaginabili doti da grande chef.

Suo grande mentore ed ispiratore, l’illustre chef Auguste Gusteau in persona, di cui Remy ha potuto seguire la trasmissione in tv, nascosto nella cucina della vecchia signora che, inconsapevolmente, lo ospita.

Da guardare a sperimentare, il passo è breve e il topino parigino comincia a realizzare alcune ricette. Ma quello che sogna è farlo all’interno di una cucina professionale, da vero chef!

Dopo diverse peripezie, sogno e realtà si incontrano, e Remy riesce a mettere il suo musino nientemeno che nella cucina del suo mito, Auguste Gusteau.

La gioia è tale da permettergli di raggiungere l’impossibile riuscendo a realizzare una vera e propria trasformazione. Nella minestra, nella cucina e nella vita di tutti coloro che vi lavorano: da insipide si trasformeranno in piatti prelibati.

Dalle cucine più rinomate del mondo, un film di successo

Il film è frutto di ricerche meticolose tra i più rinomati ristoranti di Parigi. La prima parte di “ricerca culinaria” è partita proprio da lì, spiando le cucine più creative del mondo.

Durante questa fase, regista, artisti digitali e troup, hanno imparato davvero tanto, come sostiene Brad Bird. Non solo sulle cucine, sui cuochi, sulle dinamiche e sulle attrezzature, ma anche sull’umorismo e la comicità.

Molte scene comiche, infatti, prendono spunto proprio da fatti realmente accaduti all’interno di queste celebri e blasonate cucine.

A suffragio di ciò, ecco le parole del regista. Autore anche del soggetto e della sceneggiatura, il regista Brad Bird ha infatti affermato che: “Creando l’atmosfera di una vera cucina e del cibo che sembrasse autentico, abbiamo fornito a questa vicenda fantastica una credibilità che altrimenti non avrebbe avuto”.

Ma non è tutto, Brad Lewis, il produttore, è stato immerso per diverse settimane al French Laundry, uno dei ristoranti più esclusivi di Napa Valley, la cui sofisticata cucina è il regno di Thomas Keller, lo chef più creativo e rivoluzionario, un vero genio della gastronomia.

Sembra che perfino lui abbia apprezzato il soggetto del film trovandolo realistico e non così inconsueto…😊

Keller si è così appassionato al piccolo protagonista del film, da offrire un contributo prezioso alla sua riuscita. Ha infatti aperto la sua cucina alla troup e ha svelato segreti e retroscena, cercando di mostrare quella che i professionisti del mestiere chiamano “la danza”, cioè quella magica sinergia che trasforma gli alimenti in prelibate pietanze per esigenti palati.

Insomma, tutto ciò che doveva poi essere trasformato in un’animazione, anche per questo, sensazionale.

Non solo formaggio, molto di più: il fascino del gusto

Una curiosità. Massimo Donadon, soprannominato “El Sorzon”, si è occupato con successo della derattizzazione in città come New York, Tokyo, Santiago del Cile, Bombay e Londra? Sai quale metodo ha utilizzato per eliminare il problema dei topi nelle grandi città (almeno per ora…)? Ha vinto l’atavica battaglia ispirandosi ai sapori dei cibi maggiormente consumati nei territori in cui effettuava la pratica di derattizzazione .

I topi amano gli stessi cibi che amano gli uomini, perché vivono dei loro rifiuti…quindi, altroché formaggio! Ora i topi chiedono molto di più. Sono ghiotti di salmone, caviale, prosciutto…ecco quindi leccornie al gusto di salmone, caviale, prosciutto, ma anche margarina, vaniglia, zucchero filato, pesce sopraffino e curry, che celano la giusta dose di veleno per topi.

Dunque non è così fantasiosa l’idea di un topo sensibile a profumi e gusti di prelibati alimenti cucinati da celebri chef!😉

Ma il nostro Remy non correrà rischi perché nasce con una dote preziosa per la comunità dei topi: un olfatto straordinario, in grado di riconoscere senza ombra di dubbio, anche la più piccola traccia di veleno.

“Segui coraggiosamente la tua strada”: ascolta la tua vocazione

Con questo film d’animazione, Brad Bird regista ma anche sceneggiatore, ha senz’altro creato un racconto estremamente efficace. Con la sua alternanza di momenti commoventi e comici, è riuscito a comunicare un messaggio adatto a tutti.

Lealtà, amicizia, famiglia fanno da sfondo al consiglio fondamentale: seguire la propria passione e perseguire fedelmente la vocazione. Indipendente da quello che sei o da quello che gli altri si aspettano da noi.

D’altra parte lo stesso Gandhi non diceva che: “La vera moralità consiste, non già nel seguire il sentiero battuto, ma nel trovare la propria strada e seguirla coraggiosamente”?

Nulla è impossibile: il nucleo emozionante della vita

Come ci insegna Bird, il sogno di Remy altro non è che il “sogno impossibile” che ognuno di noi ha. Infatti, il premio Oscar John Lasseter, responsabile creativo dei Walt Disney e Pixar Animation Studios, parla di un vero e proprio “nucleo emozionante”, con un altissimo “livello di profondità, complessità ed umorismo” che definisce, addirittura, superiore a qualsiasi altro prodotto della Pixar.

Dalle norme sull’igiene ai relativi provvedimenti delle autorità preposte, fino all’ottima recensione del severo e temibile critico gastronomico Anton Ego, tra realismo sentimentale e normativo, questo è di sicuro un film vincente. Per non parlare della computer grafica di altissimo livello qualitativo.

Da vedere subito, anche per ritrovare un rinnovato desiderio di cucinare, magari in una cucina di casa che hai reso più professionale, oppure di tornare al ristorante, ora che l’Italia si tinge di giallo!😉

Arca Grandi Impianti: non solo prodotti ma anche supporto

Il film di cui ti abbiamo parlato, mostra in fondo, nient’altro che l’energia che muove il mondo. Con la metafora della “danza” ben concertata in cucina, il regista e soggettista coglie l’occasione per parlare della ricetta che sta alla base del successo in cucina come nella vita. Appunto: lealtà, amicizia, impegno e fiducia nelle proprie vocazioni.

La “danza” a cui si riferisce Thomas Keller del Napa Valley, è proprio quella organizzazione, quella sinergia che si crea in cucina che va ben oltre gli elettrodomestici e le vettovaglie in genere.

cucina hi tech

Quella danza è arte, oltre che un progetto ingegneristico. Per questo Arca Grandi Impianti vi offre non solo prodotti professionali e di ultima generazione, ma anche un vero e proprio supporto, affinché quella affascinante danza sia perfetta e i danzatori (i cuochi e tutto lo staff), si muovano in modo comodo e fluido in cucina.😉


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