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Design del colore e della luce

La luce dei tuoi ambienti è troppo importante per occupartene con superficialità. Esiste il design del colore e della luce per colorare e illuminare i tuoi ambienti. Un vero e proprio strumento di “ecosostenibilità di massa”. Analizziamo insieme questo universo affascinante.

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Design del colore e della luce: dalla natura, l’ispirazione

Per raggiungere un rapporto più sano ed equilibrato con l’ambiente circostante, va ripensato completamente il metodo di progettazione degli interni, partendo proprio dal paesaggio. Così è sempre stato durante la storia e questa è l’unica costante nell’ambito della progettazione, nonostante il passare dei secoli.

Già Goethe scriveva che l’osservazione della natura ha sempre fornito gli “archetipi del colore”. Infatti, osservando il paesaggio e usando i suoi colori negli ambienti chiusi, è possibile creare un dialogo tra interni ed esterni. Un dialogo che crea “armonia di luogo”, secondo la definizione di Francesca Valan. Industrial designer, specializzata nella progettazione dei colori, ci svela segreti preziosi per chiunque si occupi di design delle luci e del colore.

Design del colore e della luce: la regola del sette

Consociamo meglio la teoria di questa interessantissima designer. La sua regola preferita è quella del 7, sì i 7 colori. Ma in cosa consiste questa regola infallibile? Francesca Valan, all’interno di uno spazio, cerca sempre di “aggiungere” il meno possibile. L’attenzione dell’interior designer deve concentrarsi sui materiali, sulle texture e sui colori. E proprio riguardo ai colori, la Valan sostiene che devono essere pensati in relazione ai toni pre-esistenti, quelli della natura in particolare e di tutto l’ambiente che ci circonda.

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Insieme ai colori, ai materiali e alle texture, ci sono le luci, i profumi e i suoni che, nonostante la loro natura immaterica, sono fondamentali per riempire l’ambiente. Precisa, ancora, la nostra industrial designer, che il numero massimo di elementi cromatici da utilizzare è sette. Esagerare in questo senso, significa rischiare di “saturare lo spazio e di non averne più per le persone”, afferma Francesca Valan.

Design del colore e della luce: sostenibilità dei colori

Sempre lei, definisce, dunque, “sostenibili” quei colori che si armonizzano con il paesaggio. Ma per parlare di “sostenibilità” bisogna aver ben presente la “vita visiva” di un prodotto. Ti è mai capitato di scegliere un colore molto acceso, spinto dalle contingenze del momento, magari una circostanza particolare? Per poi accorgerti che, quando questa situazione passa, cominci a “subire” il colore piuttosto che “viverlo”. Ecco che allora il tostapane rosa potrebbe stancare più in fretta di uno più neutro.?

La scelta del colore non dovrebbe essere sull’onda di un momento emotivo contingente. Una scelta sostenibile preferisce tonalità neutre per gli spazi in cui si trascorre la maggior parte del proprio tempo e per le superfici più ampie. Al contrario, più piccolo è l’ambiente, più il colore può essere saturo. Se, invece, il bisogno di colore è legato ad un’esigenza contingente, allora meglio aspettare e puntare su fiori, piante e giochi di luce.

A proposito di giochi di luce, ci piace riflettere sulle parole di Gio Ponti, il maestro dell’architettura, il quale sosteneva che “il soffitto è il coperchio della stanza: è il suo cielo…nella nebbia e nel nevicare, che cancellano il cielo, che aprono le distanze, l’uomo vive a disagio perché non sente limiti attorno a sé, non sente le pareti della natura, perde il soffitto del cielo. Si sente perdere. Sia sempre nelle stanze, da pavimento a soffitto, una direzione d’intensità di colore dal chiaro allo scuro e viceversa”.

“Il soffitto è il coperchio della stanza: è il suo cielo…nella nebbia e nel nevicare, che cancellano il cielo, che aprono le distanze, l’uomo vive a disagio perché non sente limiti attorno a sé, non sente le pareti della natura, perde il soffitto del cielo”.

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D’altra parte questa è una regola della natura. In natura, di giorno, il cielo è più chiaro della terra e di notte più scuro; allo stesso modo il soffitto deve essere più chiaro del pavimento nella zona giorno, più scuro nella zona notte. Rifletti su questo la prossima volta che ti occuperai del colore e dell’illuminazione della tua casa!?

Design del colore e della luce: oltre il paesaggio, la luce

Oltre il paesaggio e l’ambiente circostante c’è forse uno degli elementi d’arredo più importante in grado di influenzare tutto il resto: la luce. Tra luce, colore e texture dei materiali di cui sono composte le superfici, esiste una fondamentale interconnessione.

Perché? Perché senza luce non potresti vedere i colori. Ti sarai certamente accorto che, entrando in un ambiente, lo stesso colore rimanda tonalità differenti. Anche le texture mutano il loro messaggio visivo a seconda di come cade su di loro la luce.

Quindi, prima di scegliere i colori della tua cucina o del tuo locale, rifletti e osserva attentamente con quale intensità entra la luce dalle finestre per poi stabilire quanto le superfici assorbano di quella luce e, quindi, la loro capacità di restituire frequenze luminose.

Si tratta di un’analisi tutt’altro che semplice, infatti viene gestita da esperti ingegneri del design, che affidano il lavoro pratico a imprese di elettricisti altamente specializzati in grado di sviluppare il progetto in modo competente e in sinergia con gli altri esperti dell’interior design.

Se si vuole ottenere una percezione precisa del colore, infatti, è necessario scegliere le lampadine con cura. Spesso ci capita di scegliere le prime lampadine che troviamo: un occhio al consumo energetico, uno all’intensità e via, acquistata.

Design del colore e della luce: il ruolo emozionale delle luci

In realtà, la scelta delle lampadine non viene mai sottovalutato dagli esperti. A questo riguardo ci viene in aiuto Elisa Forlini, rinomato architetto delle luci. Dopo aver contribuito ad illuminare nientemeno che la Basilica di Assisi e la Cappella Sistina, si è trasferita a New York presso l’Observatoire International.

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Un passaggio importante. Dalle luci bianche, discrete ed eleganti per valorizzare l’italico patrimonio storico, è approdata ad un ruolo completamente diverso delle luci: quello emozionale. Tutte le notti, e più che mai durante le cerimonie, i grattacieli della Grande Mela si colorano di luci sempre diverse grazie alle cromie luminose progettate da Elisa Forlini.

A questo servono i lighting designer, a utilizzare la luce per creare e infondere “benessere visivo”. Cioè? Ad esempio per valorizzare un’ architettura antica, esaltando la texture dei materiali e lo spazio. E a questo proposito, lo sapevi che Luigi XIV re di Francia nel XVII secolo ha emesso il primo “piano di luce urbano” della storia? Per motivi di sicurezza, infatti, il sovrano ha ordinato di intensificare l’illuminazione di Parigi per scongiurare “furti, morti e incidenti”.

Quattro secoli dopo, si è pensato ad una nuova illuminazione per la Cappella Sistina. Gli antichi affreschi non erano più chiaramente leggibili ed era necessario far risaltare i colori ed eliminare ombre e riflessi. Per questo delicato intervento vennero scelti specifici Led che illuminassero in modo discreto e omogeneo senza snaturare le opere d’arte. Nello stesso tempo per non alterare l’esperienza, era necessario che il tipo di illuminazione scelto sortisse un impatto visivo minimo.

La sostenibilità visiva passa anche per il valore culturale di un ambiente

Non è difficile comprendere che la sostenibilità visiva passa anche per il valore culturale di un ambiente. Significa riuscire a non privilegiare alcun elemento artistico assicurando al visitatore una visione chiara in uno spazio non alterato. Tutto questo evitando di suggerire interpretazioni personali attraverso scelte di illuminazioni arbitrarie.”

La sostenibilità visiva passa anche per il valore culturale di un ambiente

Naturalmente parliamo di Led estremamente performanti e ad alta efficienza energetica. Oltre a tutto ciò, i Led non contengono sostanze nocive, sviluppano pochissimo calore, non producono emissioni di raggi ultravioletti né radiazioni infrarosse. Proprio così: illuminare in modo sostenibile senza rinunciare allo charme è sempre più possibile!

Modula la luce come e quando vuoi!

Da non dimenticare i nuovi sistemi di controllo che permettono di dosare la luce secondo i tuoi desideri. Consentono di scegliere tra le diverse variazioni di bianco e il colore che preferisci, semplicemente con un clic direttamente dallo smartphone.

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L’aspetto più innovativo di questo nuovo sistema di progettare l’illuminazione, l’Human centric lighting, è quello di gestire non solo gli effetti visivi, ma anche quelli biologici e ed emozionali. Durante la giornata, infatti, è importante poter variare l’illuminazione artificiale in modo da ricreare alternanze simili a quelle della luce naturale.

E’ possibile variare dalla luce bianca e calda del mattino a quella più chiara e nitida del mezzogiorno, fino alle tinte calde e dorate del tramonto.

I nuovi designer della luce hanno colto il ruolo fondamentale della luce nel rapporto tra umanità e natura. Al centro della loro ricerca c’è proprio il rapporto tra queste due entità che devono continuare a vivere in armonia in un legame che non deve scindersi mai.

Frutto di questi studi è l’illuminazione che, avvicinandosi sempre di più a quelle naturali, aumenta il benessere dell’uomo che si sente più in armonia con la natura. Ma anche quest’ultima va tutelata attraverso materiali e tecnologie sostenibili dall’ambiente. Insomma, un connubio vincente e virtuoso, frutto di un’alta tecnologia che conferisce agli interni anche stile e fascino.

Pioniere in questo tipo di ricerca è l’artista danese Olafur Eliasson, seguito dal designer norvegese Daniel Rybakken che realizza il sogno di ricreare le qualità inimitabili della luce solare.

“La luce comunica con il corpo e la mente è connessa alla biologia ma anche alla psicologia. Oltre ad aumentare la percezione dello spazio, crea una connessione uomo, ambiente esterno. Senza luce ci sentiamo più tristi, più soli. Con i Led è possibile simulare la luce naturale e, anche se la mente sa che si tratta di un’illusione, il subconscio ne beneficia”.

Per questo, il designer norvegese, consiglia di creare “atmosfera” nell’ambiente utilizzando luci laterali o diversi punti luce da collocare negli angoli della stanza.

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Ripensare alla luce e al colore, dunque, significa pensare al presente per agire sul futuro. Gli obiettivi? Prima di tutto sostenibilità della Terra e di chi la abita. Per raggiungere questo scopo primario e imprescindibile cambieremo i colori della città e delle case!?

Disegna la luce del tuo locale con Arca Grandi Impianti. I nostri esperti studieranno insieme a te la migliore soluzione per illuminare qualunque ambiente!


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