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Ikea Bologna, non solo mobili

Ikea, marchio di arredamento conosciuto in tutto il mondo, non è “solo” spazio casa. I negozi Ikea sono ambienti di ritrovo, quasi comunitari, dove fermarsi a prendere un caffè o mangiare qualcosa durante una “sessione di acquisti”  è quasi un rito.

Siamo orgogliosi di aver realizzato, grazie agli impianti Zanussi Professional, la cucina professionale del ristorante Ikea di Bologna. Una duplice sfida che, da un lato ci ha visti coinvolti nella progettazione dei migliori spazi per le attività di preparazione e distribuzione degli Chef, dall’altra il rispetto delle rigide normative urbanistiche, sanitarie e di sicurezza, della provincia di Bologna.

Un progetto ambizioso che ha visto la realizzazione di uno degli spazi gastronomici più organizzati dell’intera Emilia-Romagna.

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COOPERATIVA SOCIALE ETA BETA

Cooperazione e innovazione sociale, sono questi i due principi che hanno guidato la rivalutazione dell’ex sede del Livello 57 di Via Battirame.

Un’attività portata avanti dalla Cooperativa Eta Beta e dal suo Presidente Joan Crous, artista affermato in tutto il mondo, che dal 2006 ha iniziato a dare un volto nuovo al complesso.

La struttura è fonte di scambi, relazioni e di una serie di attività che vengono realizzate nei laboratori del vetro, del legno e della ceramica.

Nella vecchia casa colonica restituita alla città di Bologna dopo due anni di restauro, c’è la cucina equipaggiata con le apparecchiature Zanussi Professional: uno spazio molto importante per l’artista che vede l’attività culinaria come tappa fondamentale nel percorso di formazione per i suoi ragazzi.

Tra le funzioni preferite da Joan Crous vi è sicuramente il forno easysteamPlus in quanto rappresenta la “liaison” tra la “cucina economica” di una volta, quella delle cotture lente, e la cottura a bassa temperatura, l’innovativa tecnica presente nei nuovi forni combi che permette di ridurre il calo peso e conservare le proprietà nutritive dei cibi esaltandone ancor di più i sapori.

A sostenere questa “fabbrica del bene” da oggi c’è anche Zanussi Professional attraverso la nostra Agenzia di Bologna ARCA Grandi Impianti. Un traguardo a coronamento di 100 anni di progetti imprenditoriali e innovazioni tecnologiche per un marchio che – perseguendo costantemente il valore della qualità – è diventato il simbolo della cucina professionale in tutto il mondo e ha contribuito a creare il prestigio dell’industria made in Italy affermandolo con professionalità, senza mai dimenticare il passato ma con sguardo sempre rivolto al futuro.

Per visualizzare tutta la press release clicca qui.

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Le Marzoline tra qualità e tradizione

Qualità e tradizione, questi i principi alla base del successo del Ristorante Le Marzoline.

Immerso nello splendida cornice delle colline a metà tra Emilia e Romagna, Le Marzoline diventano il terzo ristorante all’interno del prestigioso complesso del Palazzo di Varignana. Pensato come un generoso omaggio alla tradizione emiliano-romagnola, nasce dalla raffinata ristrutturazione di un antico casolare disposto su due piani e dalla valorizzazione dello spazio esterno. Tradizione culinaria, dunque, arricchita e completata da un tocco di elegante disinvoltura.

La cucina del ristorante Le Marzoline nasce dal sogno della titolare, la Signora Letizia Marandoli è riuscita a realizzarlo attenendosi a due criteri fondamentali per la committenza: avvicinarsi il più possibile all’idea originaria e realizzarla secondo i più alti standard qualitativi.

Ne è nata una cucina perfettamente strutturata e organizzata per preparare piatti in modalità self service a pranzo, e di alta tradizione culinaria alla sera. Per questo due squadre di cuochi si avvicendano per predisporre, a pranzo, piatti più adatti ad un convivio informale e, a cena, specialità gastronomiche più strutturate, all’insegna della tradizione, in un ambiente intimo e cordiale.

Arca Grandi Impianti ha realizzato l’intero allestimento, dal progetto alla realizzazione, fornendo tutti i componenti, dai forni più efficienti ai piani di lavoro più pratici, dalla cucina elettrica ai fuochi a gas, per consentire e agevolare questo duplice stile culinario. Duplice, ma sempre accomunato dall’omaggio alla tradizione: a rafforzare questa scelta, all’interno della cucina è stato previsto anche un ambiente apposito per la “sfoglina” che quotidianamente prepara la sfoglia fresca, come da tradizione emiliano-romagnola.

E’ frutto della progettazione e della realizzazione da parte dei tecnici di Arca Grandi Impianti anche la linea che, a pranzo, è il banco del self service, mentre a cena si trasforma in un pratico ed elegante modulo, perfetto per l’atmosfera serale più intima.

Arca Grandi impianti è orgogliosa di aver contribuito al successo di questo prestigioso ristorante, un vero dono all’alta gastronomia della tradizione emilano-romagnola. Come agenzia Zanussi di riferimento per Bologna e provincia, abbiamo potuto garantire altissimi standard qualitativi per una cucina di elevate prestazioni.

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Bar e ristoranti una riapertura timida, ma piena di speranza.

Una interessante ricerca dell’Ufficio Studi MedioBanca rivela, tra le altre cose, come il morbo abbia colpito chirurgicamente i settori su cui poggiava, ahinoi, proprio l’economia italiana e, in particolare, il made in Italy.

Quel “buono e ben fatto” (BBF) cui Confindustria annualmente dedica un report e che si compone del segmento del lusso particolarmente amato all’estero e che, per nostra sfortuna, orbita proprio attorno a Milano e alla Lombardia, epicentro fisico della pandemia europea: moda, food, design, mobili. Insomma, per il nostro Paese un doppio KO, sanitario ed economico. Non ci può essere ripresa, quindi, se non ripartono quei comparti.

Linee guida…nessuna grossa novità

Ristorazione, cerimonie, spettacoli dal vivo e anche discoteche e campi estivi per bambini: sono alcuni dei settori per i quali la Conferenza delle Regioni è tornata ad operare di cesello per mettere a punto, e spesso per aggiornare, le linee guida per consentire la riapertura parziale di attività produttive ritenute importanti.

L’operato dei governatori ha aggiornato quanto previsto per la RISTORAZIONE, per la quale valgono le indicazioni già in vigore per altri settori, con linee guida valide allo stesso modo per trattorie, pizzerie, self-service, bar, pasticcerie, pub, gelaterie, rosticcerie e le attività di catering. La distanza minima di un metro tra i clienti potrà essere ridotta solo ricorrendo a barriere fisiche tra i tavoli. È possibile organizzare una modalità a buffet – anche con porzioni monodose – mediante somministrazione da parte di personale incaricato, escludendo la possibilità per i clienti di toccare il cibo.

Parola d’ordine “adattamento”

Non è la specie più forte o la più intelligente a sopravvivere, ma quella che si adatta meglio al cambiamento“.

Le parole di Charles Darwin sembrano attualissime in questo periodo di pandemia, che ha trasformato un po’ tutte le nostre abitudini, MOLTI RISTORANTI HANNO ADATTATO LA PROPRIA PROPOSTA ALLA SITUAZIONE compresa quella di andare a mangiare al ristorante.

Non importa quale trasformazione deciderà di affrontare il mondo della ristorazione, noi ci saremo sempre per progettare insieme le soluzioni migliori.

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Arriva il 3 giugno. Cosa possiamo fare…e cosa (ancora) no

Il 3 giugno è finalmente arrivato. Proprio oggi, proprio quando decidiamo di far uscire il nostro articolo e parlare, come abbiamo sempre fatto, di ripresa.

Da oggi, finalmente, in Italia non sarà prevista alcuna limitazione per lo spostamento tra regioni differenti. Torna la “libertà” di movimento extraconfine regionale. Ma quali sono le possibilità e le limitazioni con el quali dovremo districarci ancora per qualche tempo?

Finalmente scompare l’autocertificazione, ma questo non significa che tutto il resto torni ad essere consentito. Allora facciamo un piccolo ripasso in modo da organizzare e chiarire le idee in base alla normativa attuale.

E’ giusto però sottolineare che, nonostante un generale via libera, le regioni possono adottare misure più restrittive attraverso specifiche ordinanze. Ma facciamo ordine e partiamo: 

Mascherina – La mascherina resterà obbligatoria. Non se ne potrà fare a meno nei luoghi al chiuso, accessibili al pubblico, inclusi i mezzi di trasporto. In Campania la mascherina è obbligatoria anche all’aperto, a meno di nuove disposizioni sarà così anche dopo il 3 giugno. 

Quarantena e distanziamento – La quarantena resta obbligatoria per chi presenta un’infezione respiratoria con febbre superiore ai 37,5 gradi, così come resta obbligatorio il distanziamento sociale fissato ad 1 metro. Niente baci e abbracci (in pubblico…): restano vigenti le norme del DPCM attualmente in vigore. Ovviamente restano assolutamente vietati su tutto il territorio nazionale gli assembramenti.

Bar e ristoranti – Una breve riflessione a sé deve essere fatta per la famigerata “movida“. Ogni regione adotterà protocolli comuni ma diversificati in base a specifiche esigenze territoriali. Dall’uso più o meno gradito di assistenti civici, a misure più stringenti come ad esempio il divieto di vendita di alcool dopo un certo orario serale.

In Emilia Romagna, nello specifico, il rispetto del protocollo regionale viene ritenuto sufficiente a garantire la sicurezza contro nuovi contagi, ma lì dove necessario è comunque possibile attraverso ordinanze dei sindaci introdurre ulteriori misure di contenimento, anche relative a specifiche aree o differenti tipologie di esercizi. E quindi:

  • limiti agli orari di vendita e/o consumo di prodotti alcolici;
  • il consumo consentito solo nelle aree di pertinenza del locale;
  • la delimitazione delle aree esterne ai locali stessi;
  • obbligo mascherine più esteso di quanto non disposto dai protocolli;
  • agevolazioni per l’occupazione di spazi pubblici nelle prossimità dell’esercizio.

Qui è possibile scaricare il documento con le linee guida della regione Emilia Romagna.

No a spettacoli, cinema e teatri – Circa l’aspetto più culturale e di intrattenimento resta tutto invariato e restano i divieti. Anche per quelli all’aperto. Sarà necessario attendere il 15 giugno, data prevista per la riapertura di centri estivi, cinema e teatri. Da quel giorno in poi bisognerà comunque rispettare il distanziamento sociale di un metro. Gli spettacoli all’aperto saranno accessibili a un numero massimo di mille spettatori, mentre per quelli al chiuso il limite è fissato a 200 spettatori per ogni sala, ovviamente il tutto in base alla reale capienza del locale e alle contingenze del momento.

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Pronti ad un nuovo inizio: la riapertura si avvicina

Pronti ad un nuovo inizio: si riapre!

Pronti ad un nuovo inizio: al via la riapertura del comparto della ristorazione con qualche dubbio, ma anche con tanta voglia di ricominciare. Proposte e linee guida per riaprire con successo il settore della ristorazione.

Pronti ad un nuovo inizio, tra pareri autorevoli e linee guida

Si è appena conclusa la prima settimana che ha inaugurato la fase 2 per la gestione dell’emergenza del Covid-19. Si allentamento le restrizioni, e il lockdown cede il passo al buon senso, alla cautela e soprattutto al senso di responsabilità di ognuno di noi. Responsabilità che è da intendersi a 360° in ogni situazione, lavorativa ed extra-lavorativa.

Dal 18 maggio è prevista la riapertura di bar e ristoranti, taverne e pizzerie con la raccomandazione del pieno rispetto delle linee indicate dall’Istituto Superiore della Sanità e dall’Inail. Quest’ultima, infatti, è presente con un proprio rappresentante, nel Comitato tecnico-scientifico, del quale fanno parte anche l’Istituto Superiore di Sanità e vari ministeri come quelli della Sanità e del Lavoro.

Dunque, i tecnici dei vari enti hanno espresso le loro linee guida e i loro suggerimenti, ora spetta al Governo stabilire le sue autonome determinazioni.

Distanza, esposizione, aggregazione: le tre dimensioni individuate dall’Inail a cui prestare attenzione.

La prima indicazione di cui siamo già abbastanza certi è che, naturalmente, la riapertura sarà graduale. Per i motivi che indicheremo a breve, presumibilmente, i primi locali a riaprire potrebbero essere gli agriturismi.

Precisato ciò, l’analisi dell’Inail, nell’ambito del Comitato tecnico scientifico, si è soffermata in particolare su tre aspetti da valutare rigorosamente negli ambienti della ristorazione: la distanza da rispettare tra i lavoratori e tra i clienti, il rischio di esposizione a soggetti potenzialmente contagiati, l’aggregazione cioè il rischio di impatto sulle comunità che frequentano i locali e le aree limitrofe.

Questa analisi, in pratica e in sintesi, si traduce nel rispetto di una distanza di quattro metri quadrati per cliente e una distanza non inferiore a due metri tra un tavolino e l’altro. Vincoli non facilissimi che si potranno rispettare anche ricorrendo, perlomeno nei mesi estivi, a deroghe comunali sull’occupazione degli spazi pubblici. Si potranno in questo modo piazzare tavolini all’esterno, magari utilizzando parte del parcheggio privato, se c’è.

Una distanza più moderata proposta da Fipe

D’altra parte, anche il gruppo di lavoro della Fipe, la Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi, con la consulenza scientifica di autorevoli infettivologi, ha stilato un protocollo di trentacinque pagine in cui indica le sue ipotesi di procedure di sicurezza da applicare in bar, ristoranti e servizi di catering.

La proposta di Fipe sostenuta dagli esperti scientifici, oltre a indicare l’obbligo di mascherine al personale di sala e cucina, come da indicazioni delle autorità sanitarie, propone accessi differenziati, dove possibile, per i clienti in entrata e quelli in uscita, pagamenti preferibilmente digitali direttamente al tavolo, monitoraggio quotidiano delle condizioni di salute dei dipendenti tramite termoscanner, pulizia e sanificazione dei locali, gel igienizzante a disposizione di tutti e…una distanza tra i tavoli di 1 metro.

Proposte condivise…verso la soluzione

Viene condivisa da tutti gli enti, l’opportunità di adottare misure organizzative diverse dalle solite, tra le quali, le barriere divisorie, e la prenotazione obbligatoria per evitare lo stazionamento prolungato nel locale e quindi come strumento di prevenzione. Ancora, l’eliminazione del servizio a buffet per evitare il rischio connesso al contatto da superfici.

Per lo stesso motivo, viene indicata anche la predisposizione di menù alternativi rispetto a quelli tradizionali. Menù che non richiedano la necessità di essere manipolati: come, ad esempio, lavagne affisse sulle pareti del locale, oppure menù consultabili via app e siti o, ancora, stampati su fogli monouso.

Infine, poi, l’indicazione di privilegiare i pagamenti elettronici con contactless e predisposizione di barriere separatorie anche nei pressi della cassa.

Su queste precauzioni, sono tutti d’accordo, mentre l’aspetto dirimente rimane la distanza.

Distanza e dintorni: i punti dolenti

Quello consigliato dalla Fipe è un distanziamento, molto diverso rispetto a quello proposto dai tecnici dell’Inail che, come ricordiamo, prevede 4 metri. Ci si augura che il Governo segua una linea di equilibrio tra queste due misure, e giunga a disporre un distanziamento, ad esempio, di 2 metri tra un tavolo e l’altro. Distanza che potrebbe essere più percorribile da tutti quei ristoratori che non dispongono di molto spazio all’interno o all’esterno.

Sì, perché è importante sottolineare che, soprattutto in questa stagione, sono senz’altro da utilizzare, anzi da privilegiare gli spazi esterni. Infatti, pare che i primi a riaprire potrebbero essere proprio gli agriturismi.

Certamente saranno favoriti tutti i locali che hanno disponibilità di aree esterne, spesso anche di una certa ampiezza, magari in campagna dove il rischio di aggregazione con la comunità risulta meno probabile.

All’aperto, inoltre, si azzera un altro rischio che è stato prospettato dall’ISS (Istituto Superiore della Sanità), cioè quello del sistema di areazione che non sarà più possibile attivare, per scongiurare il rischio di contaminazione. Sarà quindi da privilegiare il sistema naturale di ricambio dell’aria, attraverso le finestre o disponendo, quando possibile, i tavoli all’aperto.

Nuove prospettive per la ristorazione: la parola agli esperti

Secondo il presidente di Fipe, Enrico Stoppani, una riapertura di questo tipo “è chiaro che non basterà per un ritorno immediato alla normalità. Fino a quando saranno in vigore le misure di distanziamento sociale, con le diverse modalità di fruizione dei servizi dei Pubblici Esercizi, è evidente che non si potrà lavorare a pieno regime. È dunque indispensabile che le istituzioni supportino economicamente il settore in questa fase transitoria”.

Soprattutto chi non dispone di ampi spazi all’aperto o al chiuso, non potrà sostenere le limitazioni imposte senza pagare un grande prezzo, non solo in termini economici ma anche di identità del proprio locale.

Non vediamo l’ora di riaprire i nostri ristoranti, le trattorie, le osterie, tuttavia, con buona probabilità, questa situazione perdurerà per qualche mese.

Affrontiamo, dunque, con entusiasmo la riapertura. Continuiamo o iniziamo, tuttavia, a seguire anche l’esempio di molti ristoratori, in queste ultime settimane di chiusura: il delivery, cioè la consegna a domicilio, come complemento al tradizionale modo di accogliere gli ospiti.

Cogliamo anche il consiglio di Dario Laurenzi, uno dei più noti consulenti per la ristorazione: “le persone non possono venire al ristorante o al bar come prima, e per questo è necessario convogliare molto del consumo a domicilio”.

Come indica lui stesso, una buona soluzione sarà quella di suggerire alcune ricette per ricreare a casa, i piatti che i clienti non possono più gustare nei locali, magari anche facendo pervenire a domicilio alcuni prodotti.

Percorrere anche la strada del delivery, diventerà una buona occasione per potenziare il digitale che darà un supporto prezioso alla nuova modalità. Contribuirà, infatti, “a stabilire e a rinsaldare il legame con i clienti” come ha avuto modo di notare Dario Laurenzi.

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Il digitale al tempo del coronavirus

Il digitale e lo smartworking: dalla scuola alle imprese, al tempo del coronavirus, tutti ma proprio tutti, abbiamo capito che il digitale è un’esigenza imprescindibile.

Il digitale e l’emergenza Covid 19: un’opportunità

In questo articolo non parleremo direttamente di ristorazione perché sentiamo doveroso fare il punto della situazione su un aspetto che, se possibile, è divenuto improvvisamente più urgente di quanto già lo fosse in precedenza: il livello di digitalizzazione raggiunto durante questa emergenza.

Ormai da due mesi siamo parte, nostro malgrado, di una situazione che, quando non  impedisce, ostacola i normali rapporti professionali e le abitudini comunicative, anche le più semplici, quelle che ormai erano divenute quotidiane.

E ora, a distanza di due mesi, a che punto siamo? Perché? Verso quali orizzonti ci stiamo dirigendo? Vediamo insieme che tipo di percorso abbiamo intrapreso in questo viaggio, un po’ diverso dal solito.

L’emergenza che abbiamo dovuto fronteggiare in questi mesi ha portato con sé un’unica vera opportunità. Molti di noi sono stati “costretti”, di punto in bianco, ad utilizzare il digitale in tutte le sue declinazioni. In pochi mesi abbiamo attuato quella rivoluzione che, forse, avremmo dovuto intraprendere molto più gradualmente, già molto tempo prima.

Ma non è tempo di recriminazioni o rimpianti. E’ il momento di rimboccarci le maniche e di approfittare di questa drammatica situazione per cavalcare l’onda di una nuova tecnologia. Perché nulla sarà più come prima.

Ma proviamo ad analizzare cosa sta accadendo e cosa rimarrà quando avremo lasciato dietro le spalle questa spiacevole esperienza.

Tecnologie, piattaforme…cosa sta succedendo e come? Un nuovo e avventuroso viaggio

Dai professionisti del digitale emerge il quadro di una richiesta mai sperimentata in precedenza, in termini di dimensioni. Piattaforme, app, insomma nuove tecnologie per rendere digitale il settore dell’istruzione dalle università alle scuole, dalle imprese e ai comuni.

Grazie all’incessante lavoro dei tecnici, sono state create app e piattaforme nuove, oppure potenziate e modificate. L’obiettivo? Rendere ogni dispositivo abilitato alla teleconferenza in tempi sempre più veloci e in modo sempre più pervasivo attraverso software o cloud.

Cisco, solo per fare un esempio illustre, grazie al folto numero di partners su cui può fare riferimento, è impegnata a supportare chiunque. Dalla scuola all’impresa, chiunque voglia digitalizzarsi o rendere più efficace la digitalizzazione di sempre.

Istruzione digitale: un nuovo traguardo a cui tendere

Dal 24 di febbraio tutto è cambiato anche nel mondo dell’istruzione, forse più che in qualunque altro settore. Fino a quel momento i detrattori dell’istruzione digitale erano ancora parecchi, sia tra i docenti che tra i genitori. All’improvviso, però, anche questo ambiente si è scoperto più tecnologico e, nella migliore delle ipotesi, più portato alle tecnologie di quanto non pensasse.

E’ chiaro che sarebbero pochi i genitori che, potendo, lascerebbero il proprio figlio ad assistere, per diverse ore, alle lezioni a distanza dei loro insegnanti. Certo l’ambiente classe è insostituibile soprattutto in determinate fasce di età, comunque almeno fino agli studi universitari.

Chiaramente nel campo dell’istruzione, e non solo, il fattore umano è decisivo. La crescita cognitiva e relazionale dei bambini e dei ragazzi passa necessariamente per il rapporto anche fisico con l’ambiente classe in tutti i suoi attori e in tutte le sue declinazioni. Tuttavia, non potendone fruire pienamente in una contingenza di emergenza come quella che stiamo vivendo, l’istruzione digitale a distanza è l’unica alternativa possibile da percorrere.

In questo momento i ragionamenti sulla formazione digitale hanno, finalmente, coinvolto anche la scuola primaria e secondaria che, con qualche ritardo e non senza difficoltà, dovrà adeguarsi a questo cambiamento, e attivamente, come sembra.

Un impegno tecnologico verso milioni di studenti

A questo riguardo Cisco, insieme a Goggle, IBM, Tim e WeSchool, hanno risposto con successo alla call del Ministero dell’Istruzione, curando il progetto #La ScuolaContinua. Il loro impegno è volto a scongiurare ed evitare la minaccia di interruzione dell’istruzione per milioni di ragazzi.

L’anno scolastico sarà salvo anche grazie alla tecnologia che queste cinque aziende hanno realizzato, in grado di consentire agli insegnanti impegnati sul campo di veicolare le loro lezioni e profondere il loro impegno verso gli studenti. Ci teniamo a ricordare che il progetto è stato ideato da Ilaria Capua che, dunque, vediamo attiva anche su questo fronte, oltre che su quello scientifico.

Sempre su questo tema, la Regione Emilia Romagna in accordo con l’Ufficio scolastico regionale  e con Lepida Scpa (per la gestione della banda larga e dei servizi di connettività delle pubbliche amministrazioni), fornisce servizi gratuiti per la piattaforma Webex Meeting.

Verso la rivoluzione del digitale

Quello che è apparso chiaro fin da subito è che non si tratta più solo di imparare ad “usare uno strumento”. Siamo di fronte ad una nuova rivoluzione e per questo è fondamentale una nuova consapevolezza digitale. Una formazione strutturata indipendentemente dal processo di digitalizzazione in corso.

Per questo è necessario intraprendere un paradigma di formazione partendo dallo “schema” tradizionale, semplicemente con qualcuno che spiega e qualcun altro che ascolta e apprende.

E’ proprio Michele Dalmazzoni, collaboration & industry digitisation leader Emear di Cisco, che afferma: “Stiamo assistendo alla scoperta di massa, dalle nonne ai nipoti, delle potenzialità del digitale”. Quello che gli ambienti tecnologicamente più avanzati stanno attuando da molto tempo, viene quotidianamente condiviso anche da realtà che, finora, avevano avuto un approccio più tradizionale alla comunicazione.

Sempre colui che sta gestendo per Cisco la poderosa richiesta di connettività, porta come esempio di questo processo di digitalizzazione, scuole di cucina con lo chef in un paese e le classi connesse in un altro continente, o aziende di alta moda con le passerelle in video e ambientazioni virtuali. Ma ancora videoconsulenze in diretta di medici o di personale bancario, fino ai processi con relativi testimoni.

Un’ esperienza profonda per approdare ad ambienti ibridi

Una situazione d’emergenza come quella che il mondo sta vivendo da qualche mese, ha permesso a tutti di capire la necessità di raggiungere nuovi standard di digitalizzazione e, ai professionisti del settore, di sviluppare un’esperienza profonda.

La loro previsione è quella di nuovi paradigmi legati al processo di digitalizzazione, orientati a modelli ibridi tra ambiente fisico e virtuale, con sistemi, ci suggerisce sempre Michele Dalmazzoni, che “vanno a digitalizzare gli spazi fisici”.

Pensando poi un po’ più macro, consideriamo gli aspetti di sistema. Stando alle ultime analisi sul livello delle comunicazioni e delle attività professionali, delle singole persone e delle imprese, sta emergendo che il digitale, soprattutto per quanto riguarda le modalità in smartworking, può senz’altro consentire di ottenere  risultati molto più efficaci con uno “sforzo” inferiore in termini di costi, spostamenti, inquinamento ambientale.

Cosa ha a che fare la rivoluzione del digitale con la ristorazione?

A proposito di quest’ultimo aspetto, per il mondo della ristorazione, è arrivato il momento di cambiare strategie comunicative. Come abbiamo scritto nel nostro precedente articolo che riporta l’illuminante intervista a Dario Laurenzi, uno dei più noti consulenti per la ristorazione, le persone non possono venire al ristorante o al bar come prima, e per questo è necessario convogliare molto del consumo a domicilio.

Come consiglia lui stesso, una buona soluzione sarà quella di suggerire alcune ricette per ricreare, a casa, i piatti che i clienti non possono più gustare nei locali, magari anche facendo pervenire a domicilio alcuni prodotti.

Complici le nuove tecnologie e i nuovi paradigmi, ecco che il digitale diviene un aiuto più prezioso di sempre, in grado di mantenere e rinsaldare il legame con i clienti, anche a distanza.

Arca Grandi Impianti è pronta a consigliarti al meglio per accompagnarti verso la rivoluzione digitale. Sarà un successo!

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Tra prodotti disinfettanti e linee guida: verso la Fase 2

Prodotti disinfettanti e strumenti correlati: i prodotti più rigorosi in tempo di coronavirus, con attenzione agli strumenti accessori e al loro trattamento, per un’igiene sicura.

Conoscere per difendersi

Dal Ministero della Salute provengono le linee fondamentali per igienizzare in modo sicuro e proteggere al meglio le nostre case, i nostri studi, le nostre aziende, in questo momento in cui l’igiene è più che mai importante. Ma ripassiamo insieme alcuni aspetti fondamentali.

Ormai sappiamo tutti come si diffonde il coronavirus. Si tratta di un virus respiratorio che si propaga soprattutto attraverso il cosiddetto effetto dropplet, cioè il contatto con le goccioline del respiro di un soggetto infetto.

Ma fino a quale distanza si propagano le famigerate goccioline? La loro distanza varia a seconda del tipo di emissione. Un respiro avrà una lunghezza di propagazione ben inferiore a quello di un colpo di tosse o di uno starnuto. Pensate, infatti, che le goccioline di uno starnuto, secondo un recente studio, possono arrivare a raggiungere una distanza di circa 8 metri!

Di qui le misure precauzionali, consigliate dal Ministero della Salute, che ognuno di noi, nel dubbio, deve necessariamente rispettare. Come ad esempio, oltre al distanziamento, l’accortezza di starnutire o tossire in un fazzoletto o con il gomito flesso. Ricordarsi di gettare sempre i fazzolettini utilizzati in un cestino chiuso da svuotare di frequente. E ancora, lavarsi le mani immediatamente dopo e, comunque, frequentemente, con acqua e sapone o con soluzioni alcooliche.

Dal Ministero della Salute le indicazioni per pulire in sicurezza

Ancora il Ministero della Salute ci indica le linee per l’igienizzazione delle superfici. Le informazioni che abbiamo a disposizione suggeriscono che il Covid-19 riesca a sopravvivere 9 giorni, a seconda della temperatura ambientale, dell’umidità e di altri parametri.

Difficilmente però la carica infettiva sulle superfici raggiunge valori che rendano necessaria la disinfezione sistematica di tutto ciò che viene in contatto con l’ esterno e con le altre persone.

Verso la riapertura delle aziende e delle attività commerciali

Dal 4 maggio entreremo nella cosiddetta fase 2 seguendo il criterio di “scaglionare” le riaperture.

I divieti non scompariranno, ma li sentiremo meno oppressivi. Gli imprenditori, i liberi professionisti e i commercianti che hanno dovuto chiudere le loro attività per osservanza ai decreti precedenti hanno continuato a lavorare a porte chiuse, programmando la riapertura.

Naturalmente la loro programmazione dovrà fare i conti con quella prevista dal Governo. Ma le misure precauzionali saranno percorribili da imprese e attività commerciali? Ci auguriamo di sì.

Uno dei primi aspetti che dovranno affrontare le attività in riapertura sarà, senz’altro, quello dell’igienizzazione dei locali secondo le prime prescrizioni ministeriali. Pare che tali prescrizioni possano divenire più severe e impegnative per le imprese e le varie attività. Infatti da parte del Ministero si sta addirittura prendendo in considerazione la sanificazione per ben due volte al giorno dei locali, degli ambienti, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni e di svago. E’ evidente che questo potrebbe comportare una serie di problematiche piuttosto complesse.

Premesso ciò, come abbiamo già scritto, la soluzione per una sanificazione sicura nella lotta contro virus e batteri, è l’utilizzo di disinfettanti a base di alcol o di cloro al 70%. Tuttavia, se parliamo di sanificazione di aziende o attività commerciali, è importante puntualizzare che è vietato l’utilizzo di alcol in quanto infiammabile.

Non sono invece considerate efficaci, candeggine delicate o per colorati, perché non contengono ipoclorito di sodio, ma sbiancanti a base di ossigeno. Anche le formulazioni in gel non risultano efficaci in quanto hanno concentrazioni troppo basse di questo composto, solo il 2%.

La migliore pulizia per gli ambienti domestici

Molti pensano, in tempo di coronavirus, che per gli ambienti domestici sia necessaria una pulizia diversa da quella consueta. In realtà con le opportune precauzioni e qualche espediente in più per non sconvolgere le abitudini quotidiane, potremo proceder con la solita routine. Anzi, approfitteremo di questo articolo per ricordare alcune regole di base e di buonsenso per l’igienizzazione della nostra casa o del nostro ufficio, da applicare sempre, indipendentemente dalla situazione d’emergenza in cui ci troviamo.

Norme igieniche severe devono rigorosamente essere applicate in ambienti sanitari, mentre in quelli domestici basterà qualche scrupolo in più del solito per proteggersi da ospiti indesiderati.

Naturalmente se ci si trovasse a convivere con una persona infetta, gli accorgimenti dovranno essere diversi.

Detersivi e detergenti generici: solo per rimuovere lo sporco

La funzione di detersivi e detergenti è quella di rimuovere lo sporco e mantenere un ambiente domestico in buone condizioni igieniche. Tuttavia questo tipo di prodotti non è efficace contro batteri e virus, ma servono soltanto a ridurne la permanenza sulle superfici.

Presidi medici chirurgici: efficaci contro il coronavirus?

I presidi medici chirurgici si riconoscono perché in etichetta riportano il simbolo della croce rossa. Hanno la funzione specifica di combattere, ma non di eliminare completamente, virus e batteri. Oltre, naturalmente, a quella di agire come prodotti altamente disinfettanti.

Tuttavia si tratta di prodotti a base di benzalconio cloruro in concentrazione tra 0,35% e 0,5% che, secondo le fonti, è poco efficace sul coronavirus.

Come sanificare gli ambienti di passaggio

Come abbiamo già scritto alcol e ipoclorito di sodio, cioè la comune candeggina, grazie alla loro composizione chimica sono sostanze efficaci contro il coronavirus. Possono essere usate in ambito domestico per sanificare le superfici, opportunamente diluiti in acqua, secondo la percentuale indicata.

Teniamo conto che questi prodotti sono irritanti per la pelle, l’alcol è infiammabile e l’ipoclorito di sodio è inquinante per l’ambiente acquatico.

Tuttavia, in effetti, in questo momento di attacco virale, rappresentano le soluzioni più efficaci. Sono anche i prodotti meno costosi per disinfettare gli ambienti e le superfici di passaggio della nostra casa e dell’azienda.

Per superfici di passaggio intendiamo il pavimenti degli ingressi, ma anche le maniglie, e tutto ciò che tocchiamo con le mani sporche, come chiavi, citofono, interruttori della luce e pulsanti in generale. Insomma tutte quelle superfici delle quali troppe volte ci dimentichiamo.

Se ne deduce, dunque, che non è necessario spargere prodotti invasivi per tutto l’ambiente-casa o azienda. Basterà disinfettare solo le superfici che sono più esposte all’esterno.

Maniglie e dintorni… per non tralasciare nessun dettaglio

Dobbiamo essere sicuri delle nostre maniglie, degli interruttori, ma anche della tastiera del computer e di tutti i devices, dal computer stesso allo smartphone fino al padlet. L’igienizzazione migliore sarà quella di passare la superficie con un pezzo di carta oppure con del cotone, imbevuti di alcol puro.

Ricordiamoci di non trascurare gli occhiali sempre vicini agli occhi. Sappiamo che tra i bersagli preferiti del coronavirus ci sono anche gli occhi che potrebbero essere colpiti da gravi forme di congiuntivite. Per questo occupiamoci anche dei nostri occhiali, che siano da vista o da sole, lavandoli con acqua tiepida e sapone.

Pulire in sicurezza: le precauzioni quando si fanno le pulizie

Quando puliamo, in generale, è sempre meglio utilizzare i guanti per non rovinarci le mani e per non assorbire sostanze tossiche a livello epidermico.

Quando poi si usano candeggina e alcol, è necessario aggiungere ai guanti anche l’uso degli occhiali. Questo ci permetterà di ripararci da eventuali e pericolosi schizzi.

Perché, poi, la sanificazione sia veramente tale e non una semplice igienizzazione, è necessario che, alcol e candeggina vengano utilizzati poco diluiti perché, in caso contrario, non si raggiungerà la concentrazione efficace per ottenere una vera sanificazione.

Spugne, stracci, alleati o nemici?

Spugne e stracci sono accessori fondamentali durante la nostra igienizzazione. Ma c’è un dettaglio che non andrebbe mai trascurato, e in tempo di coronavirus ancora meno.

Lo sapevate che le spugne possono contenere moltissimi germi? Pensate che secondo un recente studio esse possono contenere fino a 54 miliardi di germi in 1 cm cubo. Dalla padella alla brace. Ma il rimedio c’e. Cambiare le spugne ogni 1/3 settimane. La comparsa di cattivo odore è il campanello d’allarme che ci avvisa della presenza di germi al loro interno. Meglio gettarle prima che questo si verifichi!

Per gli stracci la situazione è di poco meno allarmante.

Normalmente ci serviamo di loro per detergere le superfici dei piani di lavoro e dei pavimenti in tutta la casa. Quindi dobbiamo essere rigorosi nel dividere bene gli stracci per colore, al fine di evitare la commistione tra panni usati per la pulizia di aree di diversa tipologia, ad esempio un sanitario e una cucina.

Questa scrupolosa distinzione “a colori” deve essere osservata sia per la fase della spolveratura, della detersione, fino alla sanificazione. Per questo sono stati fissati dal Dec. Leg n. 81/08 i colori dei panni che convenzionalmente vengono utilizzati per le diverse superfici. Nello specifico, il blu viene convenzionalmente destinato alle superfici per mobili ufficio, verde per la cucina, giallo bagno lavabo piastrelle, rosso per wc.

Questo vale soprattutto per i luoghi di lavoro, dalle imprese, ai locali di ristorazione fino agli studi professionali. Sarà comunque un buon criterio da seguire anche nelle nostre case.

Al termine del loro utilizzo, gli stracci e i panni, devono essere lavati a 60° con detersivo igienizzante. Volendo evitare di lavarli tutte le volte, magari per concludere tutto in modo più veloce ma ugualmente sanificante, risultano molto pratici i panni monouso.

Per continuare a crescere ancora

Abbiamo cercato di fornirvi le linee guida fondamentali da seguire per continuare  a “far impresa” e non solo al meglio. Anche al tempo del coronavirus: per aver cura di tutti coloro che contribuiscono a rendere grande un paese!

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Emergenza Coronavirus: l’elenco completo di chi riapre dopo pasqua

L’emergenza coronavirus resta, ma ecco l’elenco di tutte le categorie di attività che hanno ripreso il lavoro da martedì 14 aprile e il testo del nuovo Dpcm da scaricare. Inoltre un ampliamento degli orari per fare la spesa.

Con qualche novità rispetto agli esercizi e alle imprese che già erano state annunciate, dal 14 aprile ci sarà una, seppur leggera, apertura di alcuni settori come, ad esempio, i negozi di abbigliamento per bambini e le librerie.

Per il resto, il nuovo decreto (qui il testo completo) mantiene la linea della fermezza e lascia ancora molte attività chiuse, come chiusi nelle proprie case dovranno restare gli italiani fino al 3 maggio compreso, per contrastare la diffusione del coronavirus.

Quali novità?

Da martedì in poi diventa obbligatorio quello che già si fa in diversi supermercati: fare la spesa indossando dei guanti monouso ed avendo a disposizione gel disinfettante all’ingresso dello store.

I titolari dei supermarket dovranno fornire delle mascherine ai lavoratori e garantire degli orari di apertura più lunghi in modo che la clientela abbia la possibilità di distribuirsi meglio durante la giornata così da scongiurare assembramenti.

Inoltre, i negozi saranno tenuti a fare le pulizie almeno due volte al giorno, mentre quelli di dimensioni più ridotte dovranno – laddove lo spazio lo consenta – cercare di organizzare percorsi differenziati per l’entrata e per l’uscita.

Restano, ovviamente, ancora chiuse le attività di ristorazione e i bar, ma potranno continuare ad erogare servizi di delivery. A tale proposito vi consigliamo di leggere il nostro precedente articolo.

Elenco delle ATTIVITÀ

Ed ecco l’elenco completo delle attività che potranno ripartire il 14 aprile, così come disposto negli allegati al decreto in vigore fino al 3 maggio:

  • Commercio al dettaglio
  • Ipermercati
  • Supermercati
  • Discount di alimentari
  • Minimercati ed altri esercizi non specializzati di alimentari vari
  • Commercio al dettaglio di prodotti surgelati
  • Commercio al dettaglio in esercizi non specializzati di computer, periferiche, attrezzature per le telecomunicazioni, elettronica di consumo audio e video, elettrodomestici Commercio al dettaglio di prodotti alimentari, bevande e tabacco in esercizi specializzati (codici ateco: 47.2)
  • Commercio al dettaglio di carburante per autotrazione in esercizi specializzati
  • Commercio al dettaglio apparecchiature informatiche e per le telecomunicazioni (ICT) in esercizi specializzati (codice ateco: 47.4)
  • Commercio al dettaglio di ferramenta, vernici, vetro piano e materiale elettrico e termoidraulico Commercio al dettaglio di articoli igienico-sanitari
  • Commercio al dettaglio di articoli per l’illuminazione
  • Commercio al dettaglio di giornali, riviste e periodici
  • Farmacie
  • Commercio al dettaglio in altri esercizi specializzati di medicinali non soggetti a prescrizione medica
  • Commercio al dettaglio di articoli medicali e ortopedici in esercizi specializzati
  • Commercio al dettaglio di articoli di profumeria, prodotti per toletta e per l’igiene personale
  • Commercio al dettaglio di piccoli animali domestici
  • Commercio al dettaglio di materiale per ottica e fotografia
  • Commercio al dettaglio di combustibile per uso domestico e per riscaldamento
  • Commercio al dettaglio di saponi, detersivi, prodotti per la lucidatura e affini
  • Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via internet
  • Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato per televisione
  • Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto per corrispondenza, radio, telefono
  • Commercio effettuato per mezzo di distributori automatici
  • Commercio di carta, cartone e articoli di cartoleria
  • Commercio al dettaglio di libri Commercio al dettaglio di vestiti per bambini e neonati
  • Lavanderia e pulitura di articoli tessili e pelliccia
  • Attività delle lavanderie industriali
  • Altre lavanderie, tintorie
  • Servizi di pompe funebri e attività connesse
  • Coltivazioni agricole e produzione di prodotti animali
  • Silvicoltura ed utilizzo aree forestali
  • Pesca e acquacoltura
  • Estrazione di carbone
  • Estrazione di petrolio greggio e di gas naturale
  • Attività dei servizi di supporto all’estrazione di petrolio e di gas naturale
  • Industrie alimentari
  • Industria delle bevande
  • Fabbricazione di altri articoli tessili tecnici ed industriali
  • Fabbricazione di tessuti non tessuti e di articoli in tali materie (esclusi gli articoli di
  • abbigliamento)
  • Confezioni di camici, divise e altri indumenti da lavoro
  • Industria del legno e dei prodotti in legno e sughero (esclusi i mobili); fabbricazione
  • articoli in paglia e materiali da intreccio
  • Fabbricazione di carta (ad esclusione dei codici: 17.23 e 17.24)
  • Stampa e riproduzione di supporti registrati
  • Fabbricazione di coke e prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio
  • Fabbricazione di prodotti chimici (ad esclusione dei codici: 20.12 – 20.51.01 – 20.51.02 – 20.59.50 – 20.59.60)
  • Fabbricazione di prodotti farmaceutici di base e di preparati farmaceutici
  • Fabbricazione di articoli in materie plastiche (ad esclusione dei codici: 22.29.01 e 22.29.02)
  • Fabbricazione di vetro cavo
  • Fabbricazione di vetrerie per laboratori, per uso igienico, per farmacia
  • Fabbricazione di radiatori e contenitori in metallo per caldaie per il riscaldamento centrale
  • Fabbricazione di utensileria ad azionamento manuale; parti intercambiabili per macchine utensili
  • Fabbricazione di imballaggi leggeri in metallo
  • Fabbricazione di componenti elettronici e schede elettroniche
  • Fabbricazione di computer e unità periferiche
  • Fabbricazione di apparecchi per irradiazione, apparecchiature elettromedicali ed elettro-terapeutiche
  • Fabbricazione di motori, generatori e trasformatori elettrici e di apparecchiature per la distribuzione e il controllo dell’elettricità
  • Fabbricazione di batterie di pile e di accumulatori elettrici
  • Fabbricazione di macchine automatiche per la dosatura, la confezione e per l’imballaggio
  • Fabbricazione di macchine per l’industria della carta e del cartone (incluse parti e accessori)
  • Fabbricazione di macchine per l’industria delle materie plastiche e della gomma (incluse parti e accessori)
  • Fabbricazione di strumenti e forniture mediche e dentistiche
  • Fabbricazione di attrezzature ed articoli di vestiario protettivi di sicurezza
  • Fabbricazione di casse funebri
  • Riparazione e manutenzione installazione di macchine e apparecchiature (ad esclusione dei seguenti codici: 33.11.01, 33.11.02, 33.11.03, 33.11.04, 33.11.05,33.11.07, 33.11.09, 33.12.92)
  • Fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata
  • Raccolta, trattamento e fornitura di acqua e Gestione delle reti fognarie
  • Attività di raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti; recupero dei materiali
  • Attività di risanamento e altri servizi di gestione dei rifiuti
  • Ingegneria civile (ad esclusione dei seguenti codici: 42.99.09 e 42.99.10)
  • Installazione di impianti elettrici, idraulici e altri lavori di costruzioni e installazioni
  • Manutenzione e riparazione di autoveicoli
  • Commercio di parti e accessori di autoveicoli per la sola attività di manutenzione e riparazione di motocicli e commercio di relative parti e accessori
  • Commercio all’ingrosso di materie prime agricole e animali vivi
  • Commercio all’ingrosso di prodotti alimentari, bevande e prodotti del tabacco
  • Commercio all’ingrosso di prodotti farmaceutici
  • Commercio all’ingrosso di carta, cartone e articoli di cartoleria
  • Commercio all’ingrosso di libri riviste e giornali
  • Commercio all’ingrosso di macchinari, attrezzature, macchine, accessori, forniture
  • agricole e utensili agricoli, inclusi i trattori
  • Commercio all’ingrosso di strumenti e attrezzature ad uso scientifico
  • Commercio all’ingrosso di articoli antincendio e infortunistici
  • Commercio all’ingrosso di prodotti petroliferi e lubrificanti per autotrazione, di
  • combustibili per riscaldamento
  • Commercio all’ingrosso di fertilizzanti e di altri prodotti chimici per l’agricoltura
  • Trasporto terrestre e trasporto mediante condotte
  • Trasporto marittimo e per vie d’acqua
  • Trasporto aereo
  • Magazzinaggio e attività di supporto ai trasporti
  • Servizi postali e attività di corriere
  • Alberghi e strutture simili
  • Servizi di informazione e comunicazione
  • Attività finanziarie e assicurative
  • Attività legali e contabili
  • Attività di direzione aziendali e di consulenza gestionale
  • Attività degli studi di architettura e d’ingegneria; collaudi ed analisi tecniche
  • Ricerca scientifica e sviluppo
  • Attività professionali, scientifiche e tecniche
  • Servizi veterinari
  • Attività delle agenzie di lavoro temporaneo (interinale) nei limiti in cui siano espletate in relazione alle attività di cui agli allegati 1, 2 e 3 del presente decreto
  • Servizi di vigilanza privata
  • Servizi connessi ai sistemi di vigilanza
  • Attività di pulizia e disinfestazione
  • Cura e manutenzione del paesaggio, con esclusione delle attività di realizzazione
  • Attività dei call center limitatamente alla attività «di call center in entrata (inbound), che rispondono alle chiamate degli utenti tramite operatori, tramite distribuzioneautomatiche delle chiamate, tramite integrazione computer-telefono, sistemi
  • interatttivi di risposta a voce o sistemi in grado di ricevere ordini, fornire
  • informazioni sui prodotti, trattare con i clienti per assistenza o reclami» e, comunque,
  • nei limiti in cui siano espletate in relazione alle attività di cui agli allegati al presente decreto
  • Attività di imballaggio e confezionamento conto terzi
  • Agenzie di distribuzione di libri, giornali e riviste
  • Altri servizi di sostegno alle imprese limitatamente all’attività relativa alle consegne a domicilio di prodotti
  • Amministrazione pubblica e difesa; assicurazione sociale obbligatoria
  • Istruzione
  • Assistenza sanitaria
  • Servizi di assistenza sociale residenziale
  • Assistenza sociale non residenziale
  • Attività di organizzazioni economiche, di datori di lavoro e professionali
  • Riparazione e manutenzione di computer e periferiche
  • Riparazione e manutenzione di telefoni fissi, cordless e cellulari
  • Riparazione e manutenzione di altre apparecchiature per le comunicazioni
  • Riparazione di elettrodomestici e di articoli per la casa
  • Attività di famiglie e convivenze come datori di lavoro per personale domestico
  • Organizzazioni e organismi extraterritoriali
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